E’ cambiato tutto da quella partita della stagione 2009/10 contro la Dinamo Kiev in cui l’Inter si giocò una grossa fetta della propria qualificazione agli ottavi di finale: dal tecnico, passando per l’intero organico fino ad arrivare anche alla proprietà. Ma a fare da comune denominatore tra la formazione che stasera a Kiev affronterà lo Shakhtar Donetsk e quella che undici anni fa ribaltava l’1-0 siglato dal solito Shevchenko negli ultimi 4 minuti di gioco, rimane quella dose di pazzia che neanche Antonio Conte ha saputo tenere sotto controllo con il suo arrivo a Milano.
Oggi, come ricordato da La Gazzetta dello Sport, siamo solamente alla seconda giornata di Champions League e in ogni caso nessun risultato potrebbe compromettere definitivamente il percorso nerazzurro all’interno della competizione, ma certo che ottenere il successo e automaticamente la testa del gruppo B potrebbe rendere meno insidiosa la strada dell’Inter. Mentre un ko a Kiev, con i nerazzurri che rischierebbero di scivolare a -5 dalla formazione ucraina, potrebbe complicare destino europeo della squadra di Conte.
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