Intervenuto a margine della quinta edizione del ‘Merger & Acquisition Summit’ a cura del Il Sole 24 Ore, il presidente dell’Inter Giuseppe Marotta ha affrontato a tutto tondo la sua esperienza da numero uno del club nerazzurro dopo la nomina ufficiale nei suoi confronti da parte di Oaktree.
Dal rapporto con il nuovo fondo statunitense proprietario dell’Inter alla competitività dell’organico nerazzurro in questa stagione, ecco le parti salienti del suo intervento:
NUOVO BUSINESS – “Ho visto una evoluzione dal punto di vista calcistico ma anche dal punto di vista delle proprietà. È un mondo che si è evoluto ed è cambiato radicalmente, non solo negli aspetti sportivi che rappresentano il core business ma è cambiata proprio nell’ambito aziendale. Oggi fortunatamente sono arrivate le proprietà straniere: immaginiamo se a Milano non ci fossero state Zhang e Oaktree dal nostro lato o Elliott e RedBird per il Milan, saremmo stati in grandissime difficoltà”.
PROPRIETA’ STRANIERE – “Le proprietà americane sono otto, quelle straniere sono undici, mentre nel 2011 erano tutte italiane. Evidentemente abbiamo risentito di una situazione di involuzione nel mondo imprenditoriale italiano. Prima c’era un modello di mecenatismo, come Giovanni Borghi a Varese tra basket e calcio. Qual è la differenza? Allora non c’erano cfo e ceo, allora c’era il ragioniere. A fine stagione il commendatore andava dal ragioniere, ‘quanto abbiamo perso?’ e ripianavano , dando più importanza al risultato sportivo che all’aspetto bilancistico”.
OAKTREE – “Oggi meno male siamo in una situazione diversa, anche per una questione etica. Nel calcio oggi girano tanti soldi, i calciatori guadagnano tanto e dovrebbero darsi una ridimensionata. Oggi c’è un fondo di investimento che non viene in Italia per dispensare soldi ma fa della sostenibilità l’obiettivo principale. Ho una relazione con un fondo che, devo fargli i complimenti, è arrivato in punta di piedi, garantendo sostenibilità immediatamente ma è presente in maniera silenziosa che fa lavorare bene il management. Hanno confermato tutta l’area sportiva, con un approccio di intelligenza. Ci relazioniamo quotidianamente con una loro presenza continua nel confronto sull’aspetto gestionale, finanziario e amministrativo. Oggi inoltre siamo davanti a due società che stanno seguendo un percorso importante come la creazione di uno stadio”.
PRESIDENZA – “Mi hanno lasciato tutte le deleghe? A Torino ho avuto modo di conoscere forse il più grande manager del dopoguerra, Sergio Marchionne. Diceva che un top manager ha due diritti, scegliere i valori dell’azienda e scegliere le persone con cui lavorare. Devo dire che Oaktree si sta comportando così, in ambito delle deleghe il confronto con loro è quotidiano soprattutto quando ci sono decisioni importanti, ma dare deleghe significa anche dare responsabilità. A volte vedo che i giovani fanno fatica a decidere. Ho sempre avuto la delega di poter decidere, è un presupposto fondamentale per lavorare: non potrei mai lavorare senza avere le deleghe”.
STAGIONE – “Come presidente l’importante è essere presenti al momento giusto. Oggi ci siamo, siamo su tre competizioni e a giugno ne inizierà un’altra nuova come il Mondiale per Club. Il primo inizia domani con la semifinale d’andata col Milan, poi c’è il campionato con tre punti di vantaggio che sono nulla e poi la Champions col Bayern. La proprietà non ha stravolto una squadra vincente e siamo andati avanti nel nostro percorso virtuoso quindi siamo posizionati bene. Cercheremo di affrontare tutto nel migliore dei modi, ma un primo obiettivo di carattere economico lo abbiamo raggiunto visto che la partecipazione a questi tornei ci garantisce una certa tranquillità”.
Tutte le informazioni per assistere alla gara del Tardini
Il club nerazzurro segue un talento dal Portogallo
L'analisi dell'esterno brasiliano nel mirino dell'Inter
Definito il ruolo del talento brasiliano
Preoccupa il recupero dall'infortunio dell'olandese
È disponibile il nuovo numero della nostra newsletter. Nell'articolo puoi trovare il link sul come…